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La fattura elettronica arriva da sola dallo SdI. Tutto il resto no: lo scontrino del carburante, la ricevuta del ristorante, la fattura cartacea del fornitore piccolo, il DDT che arriva col camion. Invece di ridigitarli, li fotografi: il programma legge fornitore, data, numero, totale, IVA e tipo di spesa.
La lettura si fa chiamando un servizio esterno, con una chiave che è dell'azienda. In Impostazioni, in alto a destra nella pagina, si mette la chiave e si accende la lettura.
Trascina la foto nel riquadro, scegli un file, oppure — dal telefono — premi scatta col telefono: si apre direttamente la fotocamera. Si leggono foto (JPG, PNG, WEBP) e PDF fino a 12 MB.
In pochi secondi compare la lettura: la foto a sinistra, quello che è stato letto a destra.
Quello che il programma legge è una proposta. Guarda se quel numero è davvero quello stampato sullo scontrino, correggi quello che serve e premi Salva le correzioni.
Dopo la lettura il programma ricontrolla da sé i conti, e quando non tornano lo scrive in giallo, in cima:
- imponibile + IVA deve fare il totale;
- la data non può essere nel futuro — quasi sempre vuol dire che giorno e mese sono stati scambiati;
- l'aliquota deve essere una di quelle in uso in Italia.
Accanto a ogni lettura c'è anche quanto il lettore si fida di sé: sicuro, abbastanza sicuro, poco sicuro. Una foto storta, sfocata o scritta a mano abbassa la fiducia.
Quando la lettura è giusta, scegli cosa diventa:
- Nota spese — l'ha anticipata una persona e va rimborsata. Scegli chi l'ha pagata: nasce la nota spese, da approvare e rimborsare come le altre (vedi Persone).
- Fattura di acquisto — è una fattura del fornitore (o, scegliendo il tipo nota di credito del fornitore, una sua nota di credito). Se la partita IVA è già in anagrafica si usa quel fornitore, altrimenti lo si crea col suo paese (una partita IVA come
DE123456789è tedesca); la fattura entra in archivio e in prima nota come quelle arrivate dallo SdI: una riga per ogni aliquota IVA, e la nota di credito che riduce il debito e l'IVA a credito.
Prima di crearla si controlla che imponibile + IVA facciano il totale, che l'IVA corrisponda a un'aliquota che esiste (22, 10, 5, 4 o 0%; con più aliquote servono le righe IVA lette) e che ci siano numero e data del documento del fornitore: se qualcosa non torna, il programma dice cosa e non crea niente.
Creare la fattura chiede il permesso «Banca e prima nota». Come ogni fattura del fornitore, non carica il magazzino: la merce entra col DDT del fornitore, o col pulsante Carica a magazzino delle Fatture passive per una fattura senza DDT. Aprirla poi in Documenti chiede «Vedere costi e margini», come tutto il ciclo acquisti.